Pubblicato da: sara | marzo 7, 2008

Il Venerdì

Che giorno strano. Dal lunedì inizio a desiderarlo in una maniera pazzesca reputandolo quasi meglio del sabato, perché il sabato ho sempre troppe cose da fare e non me lo godo.

Partiamo dal lunedì quindi. Il primo giorno della settimana credi che il venerdì non arriverà mai e inizi a contare (rigorosamente con le mani) quanti giorni ti separano da lui; il martedì è un giorno odioso perché è il secondo giorno di lavoro e se il lunedì hai sulle spalle una domenica di riposo il martedì hai alle spalle una giornata di lavoro. Il mercoledì inizia a percepire che il venerdì si avvicina e quindi passa in fretta come il giovedì del resto… e poi… e poi finalmente arriva.

È venerdì e anche se fuori c’è un tempaccio ti alzi allegra sapendo che 8 ore con pausa ti separano dalla libertà. Ma come sempre in questo giorno qualcosa va storto: puoi iniziare con il trovare il capo in ufficio che ovviamente non ti dice neanche buongiorno e sottolinea che le 9 e un minuto è già ritardo, ma tu ci passi sopra e pensi (non mi freghi no, oggi non mi farò rovinare la giornata da te!). Ma c’è una cosa che forse solo le segretarie sanno. È statisticamente dimostrato (davvero?) che il telefono in un ufficio il venerdì squilla in maniera costante ogni 10 secondi, alternando telefonate di lavoro a telefonate di Telecom, Fastweb, Wind e tutte le compagnie telefoniche possibilmente immaginabili, a telefonate alquanto inquietanti come quella ricevuta stamattina, della signora che vuole curare il giardino presso l’azienda. 5 minuti buoni a sentirla blaterare aspettando che muoia perché non respira per poi dirle? “Signora mi spiace ma l’unico verde che vedo è quello della mia pianta grassa morente sulla scrivania”.

Arrancando tra telefonate fax, mail, fatture, note di credito, commercialisti, code interminabili nei vari uffici postali e colleghi rompic***o (che meriterebbero capitolo a parte), si arriva alle 13.00, orario in cui gli unici rumori che senti sono quelli del tuo stomaco che se potesse ti insulterebbe in Aramaico antico, ma è venerdì e hai davanti a te soltanto 4 ore di lavoro per poi darti alla pazza gioia. Arrivando al momento del pranzo, metti piede in casa e dall’odore di broccoli proveniente dalla cucina, intuisci che oggi il tuo pranzo sarà pasta in bianco, perché i tuoi si dimenticano automaticamente che sono 26 anni che non mangi verdure, o che non digerisci la spremuta di arancia (altro esempio). L’orologio scorre lento verso le 15.00, entri in ufficio e la tua scrivania angolare è piena di appunti del capo che non è andato a casa a pranzo. E lì inizi a pensare che vorresti aver mangiato funghi avvelenati, per fuggire con una scusa molto visibile.

Nelle tre ore restanti si palesano davanti a te le più svariate tipologie di essere umano, dal ragazzino con l’ansia da colloquio, alla ragazza che accompagna l’imprenditore-pappone, al cliente che non ha voglia di aspettare e passeggia in un metro quadro (spingendo al tua fantasia ad immaginare le scene più cruenti di un film horror da mettere in atto), al rappresentante che in tutto questo vuole chiacchierare con te e tu rispondi senza capire NIENTE con un sorriso che più che tale è una paresi facciale.

A questo punto chiedi all’unica alleata che hai di rispondere per 2 minuti al telefono perché devi andare in bagno e lì ti accendi una sigaretta seduta sul water, sola finalmente.

Esci dal bagno prendi le tue cose e auguri una buona domenica tutti. Entri in macchina accendi la radio e la tua canzone preferita è appena finita, mentre lo speaker annuncia che “è ufficialmente iniziato il week-end” e tu vorresti sprofondare sperando che il sedile della tua auto ti inghiotta e ti risputi non si sa quando. Il venerdì crea troppe aspettative, il venerdì è un’illusione.

Buon venerdì a tutti.

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Responses

  1. Io odio il venerdì. Ci arrivo talmente stanca che non ho voglia di far niente. Nemmeno di uscire la sera…E quando esco, non è bello come quando esco di sabato. Non so, manca quel qualcosa… E lo odio ancora di più da quando il sabato mattina devo andare a fare lezione.

  2. La cosa inquietante è che qualche anno fa ho scritto più o meno le stesse cose in un vecchio blog. 😀

  3. ci credo sarebbe come lavorare di sabato, O_O ma CERTAMENTE, i tuoi alunni sono più simpatici dei miei colleghi =)

  4. E comunque i broccoli fanno veramente schifo. E i miei pure continuano a dimenticarsi: ma sei tu che non li mangi o è tuo fratello?

    O_O

  5. ci credo sarebbe come lavorare di sabato, O_O ma CERTAMENTE, i tuoi alunni sono più simpatici dei miei colleghi =)

  6. i broccoli come i piccioni dovrebbero ESTINGUERSI. punto.

  7. e la cosa tragica, quella veramente tragica, è che tra due giorni è di nuovo lunedì.

    una prece.

  8. ragazzi! scacciata con i broccoli => tutta salute!


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